VALENZANO

Nel 1177 circa fu barone di Valenzano Nicolò de Cicala, compagno d'armi di Arrigo Morra, Gran Giustiziere, che contrastò il passaggio alle armate pontificie intente ad invadere il Regno per distogliere l'Imperatore Federico dalle conquiste della Lombardia.


Nel 1187, sotto Guglielmo II il Buono,nella spedizione di Terra Santa, possedeva il feudo di Valenzano (Balleczanum) un tale Elia Sciavo.Questo feudo era composto da due soldati, ma per la spedizione si portava il numero a quattro, più dieci servienti. Ben 160 città libere furono convertite in feudi per appagare le brame dei seguaci del re, tra cui Valenzano.
Nella guerra di Carlo I d'Angiò contro Manfredi, i Baresi si misero dalla parte di Carlo per cui molti nobili furono ricompensati, tra cui il dottore in legge Sparano da Bari, che fu creato giustiziere di Terra di Bari e Protonotaro del Regno, Cavaliere e Maestro razionale della Gran Corte, dandogli la suprema preminenza nei tribunali dei contadi di Provenza e Forcalquiero e assegnandoli trenta once d'oro all'anno (solo nella conquista della terra di Bari ricavò 261once) e le signorie di Grandiano nella provincia del Principato, di Magliano in Terra d'Otranto, e di Montrone, Valenzano, Altamura, Polignano in Terra di Bari. Berga, una delle quattro figli di Sparano, doveva andare in isposa al Cavaliere Simone, figlio di Sorra e signore di Valenzano, ma essendo morta prima di andare a nozze ed essendo morto anche Sparano, i fratelli Grimoaldo e Giovanni, per la restituzione  della  dote  della  sorella,  ottennero il possesso di Valenzano.


Nel 1823 ebbe Valenzano, Rutigliano e Sannicandro, Icerio de Mignac, dando in  cambio   alla  Regia  Corte  Regina  Melissa, Castel  Saraceno e Gerezia.Valenzano con altri paesi di Terra di Bari fece atto di sottomissione agli Ungari e agli alleati Bitontini e prestò loro gente e viveri per l'assedio di Bari, mantenuta fedele alla Regina Giovanna del Conte Palatino.
Intanto alle mansade dei tedeschi, ungheresi e bitontini si unì la teppa di Cassano, Bitritto, Ceglie, Capurso, Montrone, Valenzano, Casamassima, Canneto, Noia, Rutigliano ed altre terre, che accorsero su Bari per depredarla, bruciando e distruggendo molte borgate e villaggi del Paese fra gli altri: Palo, Grumo, Toritto, Modugno, Bitetto, Sizzaro presso San Nicandro e Loseto, risparmiando Bitonto, che diede all'invasore un gran contingente di militi e seguaci.

 
Nel 1354 troviamo Nicolò Spinelli Gran Cancelliere del Regno, Consigliere della Regina Giovanna I e signore di Valenzano, oltre a tenere alcune signorie in Provenza. Fu mandato come ambasciatore dal Duca di Milano al Re di Francia.
Nell'anno 1400 il dominio della Terra di Valenzano, con altre terre vicine, fu confermato alla città di Bari con espresso privilegio del Re Ladislao, ma tal dominio durò poco tempo per le turbolenze e le lotte interne ed esterne, che travagliavano allora il Regno di Napoli.


Nel 1417 si ebbe come Signore di Valenzano e Montrone Nicolò Fusco, Castellano pure di Trani, appartenente ad una delle antiche e nobili famiglie di Ravello. Il 15 ottobre 1434 la Regina Giovanna II concesse a Giacomo Caldora, uomo magnanimo, coraggioso nelle imprese belliche, provvido nelle deliberazioni e circospetto nel condurre le guerre,  Castellana e Valenzano in Terra di Bari, Latiano in Terra d'Otranto, il Contado di Conversano, Loseto, Carovigno per i servizi prestati in molte guerre e particolarmente in quella del 1433, nella quale portò a sue spese 12.100 cavalli e i 1400 fanti.

Nel 1440 Gargano Dottula, figlio di Giovanni, fu signore di Valenzano e Montrone, ma il principe di Taranto e Duca di Bari, Giovanni Antonio del Balzo, figlio di Raimondello Orsini e di Maria d'Enghien, lo spogliò del feudo di Valenzano.


Nel 1443 fu padrone di Valenzano Giacomo Passarelli, figlio del veneziano Marino e di Antonella Carafa il quale essendo morto senza erede il Re Alfonso nel 1455, la Terra di Valenzano fu donata a Jacleuto Mongaliberto di Gallipoli.Fino al 1464 Salvatore Buci, appartenente ad una nobile famiglia senese, possedette Valenzano, insieme ad altri feudi. Fu consigliere del Re Ferdinando I e Barone in Terra d'Otranto. Poi vendette Valenzano al nobile barese Andrea Carducci con la fortezza, uomini, cavalli, ecc, per 2000 ducati di carlini d'argento, a ragione di 10 carlini per ducato.


Nel 1470 Fabrizio Carafa, l'ultimo dei figli di Francesco e della seconda moglie Violante dei Conti, fu signore di Torre del Greco. Ebbe per moglie Aurelia Tolomei, figlia di Salvatore Tolomei e di Maria del Balzo, che portò come dote 7000 ducati, con cui comprò i feudi di Valenzano e di S. Erasmo, benchè possedesse altri feudi pure in Terra di Bari.