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Publio Ovidio
Nasone nasce a Sulmona nel 43 a.C. da un'antica e agiata famiglia dell'ordine
equestre, il ceto sociale formato dai cavalieri. All'età di 12 anni si trasferisce
insieme al fratello a Roma, dove inizia a studiare grammatica e retorica
con illustri maestri quali Aurellio Fusco e Porcio Latrone.
Intraprende la carriera forense, compiendo anche un viaggio di perfezionamento
ad Atene all'età di 18 anni. Avverte però ben presto un forte amore per la poesia, al punto, ricorda egli stesso in un'elegia dei Tristia, che tutto ciò che tentava di dire era in versi ("quod temptabam dicere versus erat"). Così, giudicando anche "vergognoso prostituire la propria lingua per difendere squallidi criminali", decide di abbandonare la carriera forense e di seguire la vocazione letteraria. Prende parte ai circoli culturali di Messalla Corvino e di Mecenate e conosce i maggiori poeti dell'epoca, quali Orazio, Properzio, Gallo e, "di vista", Virgilio. Frequenta la corte dell'imperatore Augusto e conduce una vita agiata. |